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Cina: viaggio nella città di Luoyang, culla del buddismo orientale

Importante centro religioso e crocevia dei trasporti, sede del più antico tempio buddista e delle grotte di Longmen.

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La città di Luoyang, uno dei luoghi d’origine della civiltà cinese, è stata la capitale di tredici dinastie dell’ antica Cina. Come recita un conosciuto proverbio, “il sud di una montagna e il nord di un fiume ricevono più sole”, la città, situata a nord dell’affluente Luo, è stata denominata Luoyang, che significa “il sole del fiume Luo”. Essendo una capitale storica millenaria, Luoyang ha assistito a vari avvicendamenti dinastici e cambiamenti epocali ed è stata anche la culla del buddismo in oriente.

 

 

I Templi Buddisti di Luoyang

La storia di Luoyang è legata alla cultura buddista, perciò vi sono innumerevoli templi e grotte buddiste nella città, tra cui il più antico tempio buddista cinese, “il Tempio del Cavallo Bianco”.

Secondo la Storia del Buddismo cinese, l’anno terzo dell’Era Yongping degli Han Orientali (60 a.C.), l’Imperatore Mingdi vide in sogno un essere d’oro di 18 metri, cinto da un’aura dorata, che arrivava al palazzo Imperiale volando. L’imperatore chiese ai cortigiani di spiegargli il suo sogno e Fu Yi affermò che si trattava di un dio chiamato Budda. Allora una delegazione di 18 persone guidate da Cai Yin fu inviata in India per cercare l’effigie del dio.
Quando la delegazione tornò accompagnata dai monaci indiani Kasyapa Matanga e Dharmaratna, trasportò un gran numero di sutra sul dorso di un cavallo bianco. L’imperatore fece costruire a Yongguanxi, piccola città vicina a Luoyang, una residenza per i monaci stranieri, che divenne poi il primo tempio buddista della Cina.

 

 

D’allora in poi, la cultura buddista si diffuse da Luoyang nelle Pianure Centrali e infine nel resto del Paese, grazie alla pubblicazione di numerosi sutra, tra cui il Sutra dei quarantadue capitoli, tradotto dagli eruditi del Tempio del Cavallo Bianco.
Situato a 12 chilometri ad est di Luoyang, il tempio ha conosciuto periodi di splendore e declino. Dopo di essere stato ricostruito diverse volte nel passato, oggi è un complesso ben preservato di architetture classiche. Al suo interno si commemora sempre il ricordo del trasporto dei sutra sul cavallo bianco, da cui ha preso il nome. Il tempio si estende su circa 40mila metri quadrati, su una pianta rettangolare cinta da mura rosse e pini verdeggianti, in un’atmosfera di solenne tranquillità.
Il più grande e il principale edificio del tempio è il Padiglione Mahavira, che ospita le statue più famose ovvero i Budda dei tre mondi (Shakyamuni, Bhaisaiyaguru e Amitaba), due generali-guardie e un gruppo di 18 Arhat, che furono realizzate con una tecnica tipica dell’epoca Yuan.

Le grotte di Longmen

Grazie alla prosperità economica di Luoyang, tutti i credi e tutte le scuole vissero una nuova fioritura sotto le dinastie Sui e Tang, e anche la situazione economica dei monasteri ebbe una ripresa. Il buddismo conta numerose festività legate alla nascita, all’abbandono della famiglia, all’adesione al buddismo, all’illuminazione e al raggiungimento del nirvana di budda. Tali cerimonie tradizionali sono state trasmesse per generazioni sin dai tempi più antichi, e per questo motivo non sono più soltanto feste religiose, ma iniziavano a far parte anche della vita quotidiana. Si può vedere ancora oggi che, in occasione di queste importanti festività, centinaia di pellegrini e turisti affollano i templi per pregare e per chiedere pace e felicità.
Con il sostegno dei regnanti la diffusione dei sutra fu legalizzata, e la religione proveniente dall’India, che già vantava diversi secoli di storia, raggiunse il suo culmine in Cina, assumendo caratteristiche locali.

 

 

Secondo la storia, l’imperatore Taizong della dinastia Tang chiese al monaco buddista Xuanzang di andare in India a studiare. Quando rientrò in Cina carico di nuovi testi, migliaia di specialisti lavorarono alla traduzione dei sutra buddisti sotto la sua supervisione. In seguito, la storia del maestro buddista Xuanzang fu raccontata nel Viaggio in Occidente, uno dei quattro romanzi classici della letteratura cinese.
Un’altra grande espressione del buddismo di Luoyang dell’epoca sono le Grotte di Longmen. Costruite sotto i Wei Settentrionali, le grotte subirono per oltre 4 secoli tante ricostruzioni e rifacimenti, e raggiunsero il massimo splendore durante la dinastia Tang. <<Tra tutti i paesaggi e siti di Luoyang, le Grotte di Longmen sono le più belle>>, così espresse Bai Juyi, il grande poeta dell’epoca, la sua grande ammirazione.

Tutte le 2.345 grotte ospitano più di 100mila statue di varie grandezze, che non solo rappresentano l’arte buddista, ma ci danno anche uno spaccato della politica, dell’economia e della situazione sociale del tempo. Perciò le numerosissime grotte sono tuttora un sito turistico che attira stuoli di visitatori cinesi e stranieri. All’interno un gran numero di strumenti utilizzati per il culto, le belle arti, l’architettura, la calligrafia, la musica, l’abbigliamento e la medicina sono conservati e facilmente visitabili.

Xiao Huaduo

Tags: cina, buddismo
di Xiao HuaduoGiornalista dalla Cina