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Giappone: Hiroshima la Città rinata con il turismo

1 milione di abitanti e Agosto tra ricordi e frittelle tipiche

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Un attimo dopo che l'Enola Gay lanciò il suo Little boy sulla testa degli oltre 250 mila abitanti di Hiroshima, alle 8.16 del 6 agosto 1945, l'impressione fu che nulla sarebbe mai più rinato da queste parti. La bomba atomica cancellò in un sol colpo vite, abitazioni, industrie, assieme agli arsenali militari. Per decenni, i sopravvissuti hanno dovuto far di conto con mutilazioni varie, molti sono morti in conseguenza delle radiazioni. Fa dunque un effetto rassicurante giungere nella ricca Hiroshima di oggi, popolata da oltre 1 milione di abitanti e caratterizzata da una vita caotica e vivace: la città è rinata sulle sue ceneri
Inevitabile però, specie d'estate quando l'anniversario si avvicina, farsi attirare dai numerosi memoriali che ricordano quello che è passato alla storia come l'evento bellico più spaventoso dell'intera umanità. I monumenti più toccanti si trovano racchiusi tra le due rive dell'Ota-gawa, il fiume che attraversa Hiroshima prima di gettarsi nelle acque del Mare Interno. Uno di fronte all'altro, si ergono l'A-Bomb Dome (la Cupola della bomba atomica) e il Parco della Pace. Il primo è considerato il simbolo della devastazione: si tratta dei resti di quello che era l'Industrial promotion Hall, conservato in rovine a eterno ricordo della tragedia. Suggestiva l'illuminazione notturna. Il secondo è un parco disseminato di monumenti commemorativi realizzati dall'architetto-star giapponese Kenzo Tange. Vi si trovano il cenotafio, che riporta tutti i nomi accertati delle vittime dell'esplosione, la Fiamma della pace, destinata a spegnersi soltanto quando l'ultimo ordigno nucleare sarà scomparso dalla faccia della terra e il Children's Peace Memorial, dedicato alla vicenda commovente di Sadako Sasaki, la bambina che si scoprì malata di leucemia e non riuscì a completare la fabbricazione delle mille gru di carta che, secondo la leggenda, l'avrebbero salvata dalla morte. Attorno al monumento, centinaia di giapponesi depositano ancora oggi le gru di carta realizzate a casa loro. A due passi si trova anche il Korean A-Bomb Memorial, a ricordo dei coreani deportati in Giappone durante la guerra e periti anche loro per l'atomica.


Chiudono il complesso il Peace Memorial Museum che presenta una ricca esposizione di foto, filmati, plastici e documenti su quel che accadde la mattina del 6 agosto e la Sala commemorativa della pace, inaugurata nell'estate del 2002, un luogo del silenzio dedicato alla meditazione, alla preghiera o semplicemente al ricordo.
La visita all'area della memoria non esaurisce comunque le attrazioni di Hiroshima e, anche per riconoscere gli sforzi compiuti dai suoi abitanti nella ricostruzione, conviene immergersi nelle strade caotiche della città moderna, brulicanti di vita e allegria. La galleria Hon-dori, proprio in centro, è il regno dello shopping con i suoi centri commerciali e i suoi negozi, il giardino Shukkei-en, riorganizzato dopo le distruzioni belliche, invita a una rilassante passeggiata nel verde e una serie di interessanti musei offrono digressioni di natura culturale.

 

Il Prefectural Art Museum ospita il Sogno di Venere di Salvator Dalì e una serie di opere di Hirayama Ikuo, il City Museum of Contemporary Art propone mostre di artisti contemporanei giapponesi, la City Manga Library non dovrebbe essere trascurata dagli appassionati del fumetto giapponese e il Madza Museum dagli amanti dell'auto. E i fan del baseball non dovrebbero mancare una partita degli Hiroshima Carp allo stadio.
Oltre al pesce, la cucina locale è famosa per l'hiroshima-yaki, frittelle salate a base di uova. Si possono trovare all'Okonomi-mura, un curioso complesso di 30 ristorantini sparpagliati tra il secondo e il quarto piano dello Shintenchi Plaza Building: pochi turisti e molti locali assicurano un'atmosfera originale e chiassosa (prezzi molto variabili ma contenuti anche entro i 10 euro). Per una cena più lussuosa si può andare al Suishin, ordinare ostriche e una vera anguilla e cavarsela con 30 euro. Per contenere i costi del pernottamento, si può optare per l'ostello Aster Plaza International: non dovrete rinunciare a nulla in termini di comodità e le camere partono da 45 euro. Se volete spendere, potete andare al Righa Royal Hotel dal quale si gode anche una splendida vista sulla città.


Da Milano Malpensa e Roma Fiumicino è possibile volare con Air China fino a Shangai e proseguire per Hiroshima con China Eastern Airlines, in 16 ore e mezzo, a partire rispettivamente da 800 e 770 euro. Ovviamente si può arrivare a Hiroshima con il treno veloce da Tokyo, dopo esser volati con Alitalia direttamente da Roma. Ma il biglietto aereo costa quasi 2.500 euro a cui si devono aggiungere i 185 euro per il treno.
 

Stefano Caliciuri

di Stefano CaliciuriGiornalista