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Post di: Andrea Ciucci

Brasile, Rio de Janeiro ed i muri che evitano il contatto, preservano la sicurezza, custodiscono “identita’ e bellezza turistica”

Ricchezza e favelas: le baraccopoli recensite sono 1019, 155 omicidi al giorno, 6 all’ora, 1 ogni 10 minuti.

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600-700 metri, non di più. La lunghezza di una galleria urbana. Nel giro di due minuti (perché naturalmente la strada è iper-trafficata) si passa da un panorama urbano gravemente degradato a una delle spiagge più belle del mondo. Favelas e Copacabana, ecco cosa offre, una accanto all’altra, rinomate entrambe, la splendida baia di Rio de Janeiro. Copacabana: il solo nome scalda cuori e fantasie; con la sua vicina Ipanema costituisce uno dei più efficaci immaginari collettivi in materia di vacanza. Sei chilometri di spiaggia sabbiosa, bellissima; sole e mare, relax e sport, spettacoli ed eventi. Tre milioni e mezzo di spettatori per il concerto di Rod Stuart che festeggia il capodanno 1994; più di un milione per l’esibizione gratuita dei Rolling Stones nel 2006 (costata all’organizzazione più di cinque milioni di dollari)... continua

Notre Dame bruciata: doloso o incidente, tante le accuse. Pochi conoscono i valori “non quelli Disney”

La ricostruzione del “centro simbolo” e centro cattolico francese.

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Come sempre più spesso accade in questa società dai sentimenti tanto potenti e perentori quanto fuggevoli e spesso vani, l’incendio di Notre Dame a Parigi costituisce, a distanza di pochi giorni, non più che un ricordo fumoso (e che fumo!) collocato in un vago recente passato. Le immagini violente e spettacolari e più ancora le reazioni planetarie che si sono scatenate nelle ore successive, più furiose delle fiamme, meritano però qualche ragionamento a posteriori. Perché il mondo si è fermato davanti a una cattedrale in fiamme? Non pochi commentatori hanno provato a riflettere su questo fenomeno emotivo collettivo durato addirittura più di 24 ore. Qualcuno ha giustificato questa partecipazione riconoscendo a Notre Dame il merito di essere uno degli scenari più famosi di storie importanti e unanimemente conosciu... continua

QATAR E SIDRA: 215 TONNELLATE DI “FETO” CHE FANNO POLEMICA

Arte, censura e vita umana, quella che non si può bloccare neanche a Doha.

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Dopo cinque anni e infinite polemiche, da qualche mese fa bella mostra davanti all’ospedale per le donne e i bambini Sidra di Doha, in Qatar, la serie di sculture giganti del famoso artista inglese Daniem Hirst. I quattordici pezzi in bronzo, alti ognuno 5 metri e pesanti complessivamente 215 tonnellate, raffigurano le varie fasi dello sviluppo del feto umano, dal momento subito successivo al concepimento, quando non si hanno altro che poche cellule, a quello in cui il bambino è ormai completamente formato e il parto è ormai imminente. Il visitatore che, sfidando il caldo torrido del deserto che circonda la città, decide di passeggiare tra le sculture prova anzitutto un vero e proprio senso di stupore e ammirazione per la fedeltà minuziosa con cui l’artista ha voluto raffigurare la fisiologia dello sviluppo embrionale: qualunque studente di medic... continua

La birra palestinese a Ramallah. L'unica bevanda alcolica “tollerata” tra i mussulmani

Investimento coraggioso che porta turismo ed economia.

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L’ultima cosa che ti aspetti a Taybeh è la possibilità di bere una buona birra fresca alla fine di una giornata torrida, presso il birrificio locale che ti accoglie per una originale degustazione. Perché quello che capita normalmente in migliaia di posti in tutto il mondo, qui, a Taybeh, in Palestina, vicino a Ramallah, dove risiede l’Autorità Palestinese, è cosa dell’altro mondo: chi può produrre una bevanda alcolica in un paese a stragrande maggioranza islamica, religione che vieta assolutamente il consumo di alcol? A Taybeh, però, sono cristiani, enclave religiosa e culturale minoritaria e quindi ancor più depressa della già depressa Palestina, e la birra la bevono da sempre. Perché non fare di una peculiarità di una minoranza il punto di forza di un progetto economico sorprendente ed eff... continua
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