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Post di: Antonio Pascotto

Tecnologia e i suoi derivati: WC elettronici, Apple Watch e stampanti portatili per smartphone…

Siamo sicuri che le innovazioni siano davvero indispensabili?

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Ogni giorno siamo sottoposti a un bombardamento di novità tecnologiche che dovrebbero facilitare la nostra vita. Ma siamo sicuri che tutte queste innovazioni, diavolerie e quant’altro siano davvero necessarie? Indispensabili certamente no. Semplicemente per il fatto che prima del loro avvento si viveva lo stesso e non se ne sentiva la mancanza. Prendiamo i cellulari, insomma gli smartphone. Quanto tempo è passato dai primi telefonini, quelli di dimensioni oggi considerate gigantesche? Non molto, per la verità. La loro diffusione è avvenuta tra gli anni Ottanta e Novanta. Uno dei marchi più noti era il Motorola. I primi modelli erano piuttosto ingombranti. Per averne uno più accattivante si è dovuto attendere il 1997, anno di fabbricazione del Motorola StarTac. Sembra preistoria. In queste settimane siamo arrivati all’orologi... continua

Terroristi e giovani approfittano della rete, questione di punti di vista ma genitori ignari

Non è possibile modificare tendenze e stili di vita, l’evoluzione non può essere fermata e i più piccoli in balia dei media.

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Stavolta parliamo dei più giovani, dei nativi digitali, di quelli sempre connessi che consultano il web per qualsiasi tipo di domanda o per chattare con gli amici sui social network o per vedere YouTube e la nuova televisione, quella snack, quella che si consuma anche a piccoli pezzi. Una scena, pochi minuti, e subito si passa ad altro. Non tutti comprendono i loro comportamenti 3.0. Del resto, il passaggio di un’epoca, quella compresa tra due generazioni, la prima analogica, la seconda digitale, appunto, è stato lungo e ricco di trasformazioni. Ma nell’attuale fiume d’informazioni che ci fa vivere sempre connessi, tra timori e speranze, si colgono contraddizioni e luoghi comuni, certezze e eccessivi allarmi. L’evoluzione tecnologica non può essere fermata, è bene chiarirlo. Semmai controllata, affinché l’utilizzo dei... continua

Come cambia la televisione

Da una parte la tecnologia, che impone profondi cambiamenti, concettuali e strutturali. Dall’altra la capacità di fidelizzare i telespettatori, regolando il flusso d’ascolto da un programma all’altro.

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Andiamo per ordine. Nell’era di Internet, dei social network, del fiume d’informazioni che arrivano su ogni device, dai telefonini ai tablet, l’attenzione degli utenti è continuamente sottoposta a un sovraccarico di dati, parole, immagini e suoni, che rende più complicata la selezione e la fruizione dei contenuti proposti. Per questo motivo la televisione si è adeguata, è diventata social, è uscita dal mobile del salotto per inseguire il suo pubblico, proponendosi in varie forme e modalità. E’ passata, ma fino a un certo punto, dal palinsesto tradizionale alla visione on demand. Anche il Web si trasforma sovente in televisione, tra contributi video, YouTube e WebTv. Senza contare gli effetti della smart tv, la televisione tradizionale collegata alla Rete, capace di proporre qualsiasi tipo di programma in ogni momento... continua
Tags: tv, tecnologia, web

1 italiano su 3 non ha mai avuto accesso a Internet: dall'analfabetismo digitale al potere sul web

Google può usare il suo potere per allineare miliardi di persone, utilizzando la forza della pubblicità per fare propaganda politica. Altro che web democracy.

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Fosse per quei 22milioni di italiani che con il Web non hanno proprio nulla a che vedere, il problema non sussisterebbe. Loro non hanno mai utilizzato Internet, segnando, nelle statistiche dell’ultimo Rapporto Istat su “Cittadini e nuove tecnologie”, un ritardo considerevole del nostro Paese nel numero di persone connesse alla Rete. Tra questi italiani molti sono giovani, quelli che più di altri amano cellulari e device digitali. Un dato che fa riflettere. Non tutti i nativi sono digitali. In definitiva, un italiano su tre non ha mai effettuato alcun accesso a Internet. Fosse per loro, dicevamo, gli effetti della Rete sulle persone e il dibattito su chi esercita il potere online non avrebbe alcun senso. Eppure si tratta di una delle questioni che più di altre occupa spazio sui media. Nel mirino c’è in particolare Google. Il nome dell’... continua
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