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Post di: Antonio Pascotto

Il futuro del giornalismo attraverso il web e i social network

La carta stampata vede calare giorno dopo giorno il numero di copie vendute di quotidiani, settimanali e riviste mensili mentre trionfano facebook e twitter.

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Quello sul futuro del giornalismo è un dibattito aperto. L'avvento della Rete, la sua evoluzione e l'utilizzo sempre più capillare di strumenti digitali mettono editori e cronisti di fronte a scelte obbligate per affrontare cambiamenti radicali capaci di trasformare la professione e adeguarla ai nuovi tempi. La potenza del Web è oramai accertata, mentre la carta stampata arranca e vede calare giorno dopo giorno il numero di copie vendute di quotidiani, settimanali e riviste mensili. Ora si tratta di confrontarsi con le nuove frontiere della comunicazione nella consapevolezza di cambiare radicalmente mentalità e modelli di business. Oggi si cercano informazioni sul Web, sugli smartphone o su altri device digitali. L'incidenza, rispetto ai media tradizionali, è del 4,5 per cento. Ma si tratta di una percentuale destinata ad aumentare nel giro di poco t... continua

Attività, passività e nuovi linguaggi comunicativi sul web

Il testo scritto sopravvive, il timore degli editori era ed è quello di perdere il ruolo centrale avuto in questi anni all'interno della società.

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A margine di un convegno, durante il quale si discuteva dei pericoli della Rete, mi hanno fatto una domanda: è più pericolosa la televisione, con la sua fruizione passiva, o Internet, con la sua interattività? Ho atteso qualche secondo prima di rispondere. Nonostante io sia un autentico sostenitore delle nuove tecnologie, credo che anche la Rete debba essere usata con cautela, facendo attenzione alle insidie che si nascondono tra bit e algoritmi. Ma la riflessione su quello che viene definito il lato oscuro del Web ripropone un’altra questione dibattuta, quella sulla partecipazione del pubblico ai processi informativi. Attività o passività sono termini che possono assumere diversi significati. Per qualcuno leggere il giornale o guardare la televisione è già un’attività. Basta leggere un articolo o guardare un video, ... continua
Tags: web, tv, editoria

Internet: privacy e diritto all’oblio. Google condannata in Spagna

Pedinati e catalogati, ogni nostro movimento in Rete viene tracciato, studiato, siamo raggiungibili ovunque.

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Quando si parla di Internet e di futuro digitale si finisce sempre per parlare di privacy e di diritto alla riservatezza. E così il mondo Web si divide tra chi è favorevole a un maggiore investimento nella sicurezza dei dati e chi, invece, punta a spazi più ampi di libertà. Il problema, come sempre, è quello di trovare una via di mezzo che non trasformi il World Wide Web in una rete di sorveglianza. Il confronto è aperto. Intervengono esperti, sociologi, guru della comunicazione. Mentre i grandi gruppi corrono ai ripari. Vero è che ogni nostro movimento in Rete viene tracciato, messo a fuoco, studiato. Obiettivo: un controllo attento e certosino sugli utenti, raggiungibili ovunque. La tracciabilità inizia dal telefonino. Proprio con lo smartphone, ma anche con gli altri device mobili, siamo sempre connessi, e dunque trasparenti, ... continua
Tags: web, privacy

La rivincita della televisione: una sfida che vede protagonisti i colossi del web ed i produttori di televisori

Una lotta con chi ha sempre realizzato contenuti tv. Cambiano i tempi e le famiglie sono meno schiave del telecomando.

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E’ la rivincita della televisione sul Web. Anzi, attraverso il Web. Sulla spinta delle trasformazioni digitali, in un mondo sempre più connesso, la vecchia cattiva maestra si rinnova e si ripropone al pubblico per un intrattenimento sempre più online, in diretta, streaming, oppure on demand. Strizza l’occhio a Internet, certo, ma è inevitabile, nell’era dei social, dei blog e delle chat. Del resto anche i portali d’informazione si organizzano. Tutti oramai hanno il loro spazio video, in diretta o su richiesta, a seconda di un pubblico che sembra gradire la visione dei contenuti in qualsiasi momento e in ogni luogo. Cambiano i tempi, e cambia la fruizione di quello che viene trasmesso in tv. Le famiglie sono meno schiave del telecomando. Il piccolo schermo, oramai nemmeno tanto piccolo, non è più il focolare della casa dove tu... continua
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