Post per autore

Post di: Mario Sesti

Tennis: un film sul mistero del talento, ritrovo della distruzione, paradossi e anni 80’

Borg McEnroe: il cinema sfida il tennis, ma vincono entrambi

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Il cinema, scriveva uno dei più importanti e geniali critici europei, il francese Serge Daney, somiglia al tennis. Chiunque costruisca un’ inquadratura ingaggia con lo sguardo di uno spettatore un gioco di botta e risposta senza il quale un film non esisterebbe. Le nostre reazioni fanno parte del film e non c’ è grande regista che non sappia portare a rete l’ immaginazione dello spettatore per poi infilarlo con un lungolinea o che non sappia tenerlo occupato con un palleggio costante. Borg McEnroe, il film che ha vinto il premio del pubblico alla Festa del Cinema e che racconta una sfida sportiva leggendaria che culmina con il tie break più lungo, appassionante ed emotivamente micidiale della storia del tennis (nonostante chiunque ami il tennis ne conosca l’ esito, si rimane attaccati alla poltrona e con gli occhi alla palla per tutta la scena... continua

Detroit, per capire cosa accade con la “lotta di razza” negli Usa possiamo cominciare dal film della Bigelow

Accusata di essere a favore della tortura, nel precedente film. Come accusare Oliver Stone di essere a favore delle speculazioni finanziarie (in quanto regista di Wall Street)

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Quando Kathryn Bigelow, l' unica regista in tutta la storia del cinema ad aver vinto un oscar per la miglior regia per Hurtlocker, realizzò uno dei suoi film più belli, Zero Dark Thirty, nel 2012, venne seriamente accusata - il film raccontava del ruolo chiave avuto da una donna nella ricerca, cattura e soppressione di Osama Bin Laden - di essere in combutta con la CIA e di essere a favore dell'adozione della tortura negli interrogatori (alcuni di essi venivano crudamente descritti nel film). Un po' come accusare Oliver Stone di essere a favore delle speculazioni finanziarie (in quanto regista di Wall Street), e John Ford, il più grande regista di western, di essere corresponsabile del genocidio dei nativi americani, ovvero gli indiani. Detroit, l' ultimo film della regista di StrangeDays, che verrà presentato in anteprima alla Festa del Cinema, ricostr... continua

Remake, reboot, franchise: ed Hollywood azionò il pilota automatico

Una coazione a ripetere senza passione né intelligenza, solo la fobia dei flop, che però aumentano…

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Quando negli anni '80, nello spazio di poche stagioni, si diffuse a Hollywood la tendenza a rifare il cinema del passato con un occhio d' autore, si formarono da subito due fazioni. Si trattava del segnale evidente di una preoccupante crisi di creatività del grande schermo oppure del fatto che il cinema, ad un secolo dalla sua nascita, aveva ormai, come il teatro o la letteratura, il suo repertorio, se non il suo canone di classici che, proprio perché tale, come accade oggi da Sofocle a Shakespeare, vengono rigenerati e riportati in vita da ogni nuova messa in scena contemporanea? La questione ridiventa di singolare attualità oggi, se si considera che si preparano numerosi remake e sequel destinati ad avventarsi nei nostri cinema. Un' autentica armata: più di 50. Di qualsiasi tipo. Dal terzo episodio dei Puffi al sesto di Transformer , da Cinquanta sfumat... continua

Cannes 2017: le serie (e il web) sostituiranno il cinema d’autore?

La Tv arriva “prima” del Festival. Il cinema d’autore comincia a fare “flop”

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Quest' anno per la prima volta, a memoria d' uomo, un prodotto audiovisivo di prestigio (una nuova stagione di una serie tv leggendaria: Twin Peaks, di Mark Frost e soprattutto David Lynch), selezionato dal Festival di Cannes, è andato in onda in tv prima di essere proposto in sala: chiunque fosse abbonato a Sky poteva vederla on demand qualche giorno prima del suo passaggio sulla Croisette. Sembra un semplice fatto, ma è una rivoluzione. Che porta inevitabilmente ad una domanda. Quale sarà e potrà essere il luogo in futuro del cinema più intraprendente, innovativo, di ricerca, di cui i festival di cinema costituiscono l' osservatorio privilegiato? Sará ancora il cinema degli autori, delle avanguardie estetiche, dell' investimento in linguaggio, stile, contenuti, che di questo luogo ha da sempre detenuto il monopolio? Il cinema d’autore ... continua
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