Inchieste

Un consiglio per gli acquisti? Evitate gli sguardi nell’era digitale. L’ultimo sistema di pagamento è quello dello sguardo.

Il potere del consumismo che si serve della tecnologia per aumentare e controllare la vendita dei prodotti e di chi li acquista.

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In principio fu la carta di credito. Una vera rivoluzione. Pagare gli acquisti attraverso una card, una tessera insomma, evitando l’utilizzo dei contanti, ingombranti, scomodi. E vuoi mettere la sicurezza: girare per strada senza soldi in tasca, a prova di ladro. Perché in caso di furto basta una telefonata rapida e si blocca il conto. Ma per evitare rischi inutili, legati soprattutto agli acquisti online, molti istituti bancari diedero vita alle carte di credito prepagate. E successivamente alle carte di credito virtuali. Una volta consumata la somma accreditata, la carta non funziona più. Usa e getta, per garantire il massimo della tranquillità. Poi arrivarono gli smartphone. Si, i telefonini, trasformati, come se non bastassero le altre molteplici funzioni, in moneta corrente. Basta un semplice tocco sul display e il gioco è fatto. Il contante vi... continua

Il bambinello sotto sfratto e il prete che non vuole il presepio. L’ "assurdo" arriva per Natale

Diventato un vessillo politico. Il presepe è difeso dalla Lega e osteggiato dalle sinistre.

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Una volta erano gli atei, i nemici del presepe. Ma i tempi cambiano e oggi persino qualche prete considera il suo allestimento una mancanza di rispetto nei confronti dei non cristiani. A far esplodere la polemica destinata a segnare il Natale 2016 è stato don Sante Braggiè, nuovo cappellano del cimitero di Cremona che, in ossequio al pluralismo religioso, si è rifiutato di proseguire la tradizione iniziata dal suo predecessore. La scelta di non fare il presepe nella cappella del cimitero è stata motivata infatti “dal rispetto verso le altre religioni e dalla volontà di non entrare in dinamiche politiche”. Lo scrupolo del cappellano sarebbe stato dunque quello di non urtare la suscettibilità di fedeli musulmani e induisti, particolarmente presenti a Cremona. Una forma di estremismo politicamente corretto, che ha fatto esplodere imme... continua

In auto senza conducente. Viaggiare in automatico ed in sicurezza?

E’ dal 1939 che ci provano. I primi taxi robot sono previsti nel 2017. Tesla è stata la prima a lanciare “lo sterzo automatico”, ma l’incidente di un suo veicolo, schiantato, ha evidenziato tutti i problemi

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Viaggiare in auto senza muovere un dito, guidati da un pilota automatico, come succede con gli aerei. E’ stata sempre l’ambizione di molte case automobilistiche. Sono anni che ci provano. Prototipi e progetti futuristici sono gelosamente custoditi e avvolti nel mistero. Ma qualcosa comincia a trapelare. E già si parla della prossima scommessa sul futuro. O di battaglia del secolo, considerato che sono molti i marchi alle prese con una sfida che parte da lontano. E precisamente dal 1939, quando all’Esposizione universale di New York la General Motors presento’ quella che fu considerata all’epoca solo un’idea, un’auto radiocomandata, capace di circolare senza conducente su un sistema stradale ultramoderno. Un’idea vincente, secondo i dirigenti dell’epoca. Al punto che circa vent’anni dopo la GM realizzò il primo v... continua

La “visibilità” sul web che può uccidere. Da E. Mingoni a T. Cantone, fenomeni virali e celebrità involontarie che hanno distrutto la vita

Sesso, perbenismo, insulti. Consapevolezza e controllo che sfugge pericolosamente anche agli adulti

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Il 20 luglio 1950 Edith Mingoni in Toussan, una giovane signora che aveva la sola colpa di essersi scoperta le spalle al ristorante, fu ingiuriata pubblicamente da Oscar Luigi Scalfaro, futuro presidente della Repubblica e allora giovane parlamentare, che le ordinò di coprirsi additandola come “poco di buono”.Lei lo denunciò e divenne una celebrità: fu difesa nientemeno che da Totò (che accusò Scalfaro di vigliaccheria perché si era sottratto alla sfida a duello lanciata dai parenti della donna) e finì su tutti i rotocalchi insieme alle glorie del cinema e della radio. “Quell’episodio - dirà però in seguito - mi ha rovinato la vita”. Nel 1985 Mario Magnotta, bidello aquilano colpevole di reagire in modo molto buffo alle intemperanze degli alunni della sua scuola (cosa peraltro molto comune nella... continua
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