Spettacolo

Intervista a Stella Egitto, attrice siciliana nata a teatro, che prova a consegnare la sua anima e corpo al lavoro

Sono pignola e autocritica. Mettersi in discussione. Provare. Rischiare. Toppare. E poi rimettersi in piedi.

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“Io credo che la disciplina e la preparazione, in questo lavoro dove perlopiù la gente pensa che gli attori siano quelli che prendono gli applausi o vengono riconosciuti per strada, io credo che possano fare la differenza”: Stella Egitto, alla ribalta dallo scorso autunno per il suo ruolo di siciliana autoctona nel film di Pif, In guerra per amore, non ha dubbi a riguardo, anche se ribadisce la sua fede, quasi militare, nella preparazione degli attori in un Paese che sotto sotto è convinto che un po’ attori lo siamo tutti (basta fingere). Il suo itinerario che dall'esordio in "Decameron" di Daniele Luttazzi alle serie come Squadra Antimafia 3 e Questo nostro amore e Romanzo Siciliano, ad Aristofane, Goldoni e Pirandello a teatro, impone una certa attenzione per le sue convinzioni. Ecco, ma se dovessi spiegare ad un ragazzo o ad una ragazza, de... continua

Elogio di Lapo Elkann e del suo “impeccabile stile”

Un uomo che ha tutto e si lascia nel nulla. Protetto, cadrà sempre in piedi

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Può capitare a tutti di ritrovarsi ostaggio della propria stupidità. Solo che, di solito, la tua stupidità non ti chiede un riscatto di 10mila dollari. A meno che - si intende - tu non sia il giovane rampollo della più importante dinastia di industriali italiani. Perché in questo caso può capitarti anche di chiamare in piena notte la tua famiglia dagli Stati Uniti – dove ti eri recato in “viaggio d’affari” pochi giorni prima - chiedendo aiuto. Ma può capitare anche che, disgraziatamente, la tua famiglia anziché mandare i soldi, mandi la polizia per scoprire poi che ti sei rapito da solo e che il riscatto serviva a pagarti i festini a base di trans, alcool e cocaina, visto che in pochi giorni di permanenza negli States avevi già sperperato tutto arrivando a costringere l’escort che avevi ingag... continua

Il Festival cinematografico particolare, “popoli e religioni”. Nato nel 2005 per rispondere allo scontro di civiltà post 11 Settembre

A Terni una serata viene dedicata a Francesco d'Assisi, il primo cristiano ad aver dialogato con le altre religioni

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Alla ricerca di Babele. Quella della storia, quella del mito, quella del mondo di oggi. C'è la leggenda della Torre di Babele – l'edificio che doveva arrivare fino in cielo e la cui costruzione fu bloccata da Dio con l'invenzione delle lingue - al centro della dodicesima edizione del festival cinematografico Popoli e Religioni di Terni, che si è aperto sabato 12 novembre per concludersi domenica 20, dopo un'anteprima ad Assisi con la presentazione del film Il sogno di Francesco e l'Angelo alla carriera a Elio Germano. Nato nel 2005 per rispondere allo “scontro di civiltà” post 11 settembre, con un “incontro di civiltà” attraverso il cinema, il festival è organizzato dall'Istituto di studi teologici e storico-sociali di Terni in collaborazione con la Regione Umbria ed è gemellato con il festival Religion Today di ... continua

Intervista esclusiva a Ken Loach. Il cinema per raccontare le classi più deboli.

“Volevo fare l’attore ma sono stato uno dei peggiori in circolazione. Non conosco niente come il cinema che ancora abbia il potere di scuotere le persone, agitare le coscienze”

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Un falegname tenuto a casa da una patologia cardiovascolare che non può presentare domanda per il sussidio perché il suo malessere non è una giustificazione per non cercare lavoro. Una donna sola, con due figli, cui gli impiegati che dovrebbero assegnarle assistenza e alloggio non concedono alcuna forma di comprensione. Sono i due protagonisti del film di Ken Loach che ha trionfato al Festival di Cannes: Io, Daniel Blake. E’ un ulteriore, sorprendente, segno di vitalità e rabbia e umorismo di un autore che ha da sempre usato il cinema per raccontare come ciò che il mondo ci presenta come inevitabile sia totalmente inaccettabile. L’unica via che ci resta è cercare di modificarlo. Tutti insieme. “Avevo deciso di smettere di fare del cinema ma poi mi guardo intorno e vedo quello che succede intorno a me e sento che è nece... continua
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