Spettacolo

Il film di Rubini, dal teatro al set cinematografico. Dobbiamo parlare: dissidio, sincerità e violenza. Forse il racconto delle coppie in crisi tutti i giorni

Isabella Ragonese, Fabrizio Bentivoglio, Maria Pia Calzone raccontano qualcosa di disperato in modo molto divertente.

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“ ‘Dobbiamo parlare’: quando il partner ci si rivolge a noi con questa espressione proviamo una immediata sensazione di allarme e timore”, ha detto alla conferenza stampa del film di Sergio Rubini Diego De Silva, sceneggiatore insieme a Rubini e a Carla Cavallini del film oltre ad essere tra i pochissimi scrittori capaci di libri tanto comici quanto intelligenti: così ricchi di riflessi rivelatori della nostra vita sentimentale, del nostro rapporto con il mondo e la famiglia, insomma, come si diceva negli anni ’70, così documentati su quanto sia difficile essere normali. Il film di Rubini, passato con grande successo alla Festa del Cinema, si muove tutto su questo terreno lucidissimo e minato. A cominciare dal set. Un attico in pieno centro a Roma, a metà strada tra l’ Ara Pacis e Piazza del popolo. Lì vivono uno scrittore,... continua

Vantaggi e svantaggi dei programmi “lunghissimi” della televisione italiana

Share e risparmi economici ma qualità scadente

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Nella televisione italiana c'è una credenza, talvolta un'esigenza che recita così: i programmi di intrattenimento devono durare perlomeno 3 ore. A volte anche 4. Mi viene in mente un'edizione di “Ballando sotto le Stelle” oppure l'ultima edizione di “Grande Fratello”… Costituendo un brutto esempio di mala educazione verso lo spettatore che è costretto il più delle volte a sorbirsi lunghezze e sbrodolate inutili prima di vedere come va a finire la puntata. E chi se la guarda la televisione per tre ore e mezza di seguito?! E poi dicono che i giovani abbandonano le tv generaliste... Diciamolo subito che non è una credenza-esigenza solo italiana, infatti anche in Spagna e nella chic tv francese ci sono questi programmi monstre. Lunghi. Lunghissimi. Si comincia all'ora di cena e si finisce quando va bene dopo la mezzanotte. T... continua

Ingegneri, miliardari e perfezione grafica. Il cinema della Pixar ci fa vedere la realta' con occhi diversi

Da Steve Jobs a Disney, da Toy Story a Wall-E. Quattro anni per un film.

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Per fare un film della Pixar ci vogliono circa quattro anni, per renderizzare i fotogrammi più complessi ci vogliono fino a due giorni a fotogramma, per rappresentare nella maniera più realistica possibile gocce di pioggia, polvere sospesa nell’aria o la sottile trama di capelli scrutati da un occhio vicino ci vuole il lavoro di ingegneri capaci di stendere chilometri di algoritmi. E’ questa non ordinaria capacità di mettere insieme conoscenze, tecnologie e pianificazione finanziaria che ha fatto sì che la Pixar diventasse forse l’unico studio cinematografico, oggi, diventato più famoso dei titoli dei film che fa (si va a vedere un film della Pixar così come negli anni ’30 si andava a vedere un musical o una commedia della Metro o un’ horror della Universal)? La studio che ha trasformato la CGI (Computer Genera... continua
Tags: pixar, cinema

L’influencer è il nuovo “lavoro” nell’era internet, il cambio di comunicazione e visibilita' attira marketing e societa'

Followers e social sono il punto di riferimento, deve catturare attenzione e simpatie ma non bastano 15 minuti di notorietà.

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Quanto contiamo nell’era di Internet? E che capacità abbiamo di catturare l’attenzione con le nostre opinioni, i nostri commenti? Grazie ai social network, sui quali manifestiamo pensieri e stati d’animo, indicando anche quali sono i nostri gusti e le nostre preferenze, abbiamo la possibilità di diventare opinion leader e influenzare in qualche modo chi ci segue, non solo attraverso un semplice mi piace ma anche nei comportamenti, rispetto a scelte, acquisti o anche orientamenti politici? Il discorso non è così semplice. Diciamo subito che potenzialmente ognuno di noi ha a disposizione una molteplicità di canali e di opportunità per stabilire rapporti con una cerchia di persone, amici o followers, anche numerosi, che possono non conoscersi ma restare in contatto per svariati motivi. E questo è già un passo avanti... continua
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