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Intervista a Elio Germano: da San Francesco a Leopardi passando per Padre Pio

Attore ateo che per studiare è andato tra i santoni in India. Grande preparazione e debutto alla sceneggiatura anche per una fiction su Nino Manfredi.

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“Giacomo Leopardi e San Francesco sono davvero i personaggi più agli antipodi tra quelli che ho fatto, anche se come tutti gli opposti finiscono per assomigliarsi: uno è tutto testa e dice che il mondo è male, l’altro è tutto corpo e dice che il mondo è bene. Ma nutrono entrambi forme di venerazione e rispetto per il mistero, sognano un mondo di esseri umani vicini l’uno all’altro: in social catena diceva Leopardi, fratelli diceva Francesco. Vivono questo senso di fraternità con le piante, gli animali, la terra”. Romano, classe 1980, Elio Germano è senza dubbio il più grande attore della sua generazione e uno dei pochi in Italia in grado di trasformarsi in qualsiasi personaggio gli venga affidato. Una recitazione “americana” praticata dai giganti del cinema ma molto diversa dall’ist... continua

Cucina a tempo. 30, 45 o 60 minuti per mangiare i piatti dello chef stellato Heinz Beck a Fiumicino aeroporto

Nel nuovo terminal il ristorante che propone cibo fast di ottima qualità, controllato dalla clessidra. Circa 1 euro al minuto.

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La febbre del viaggio è ormai diventata inarrestabile. Lo confermano le cifre di passeggeri che ogni giorno transitano negli aeroporti di tutto il mondo, in aumento esponenziale e senza soluzione di continuità. Per questo le strutture di accoglienza, oltre a dare la migliore assistenza nei check-in, devono dare al passeggero un posto nel quale rilassarsi con piacere durante le lunghe o le brevi soste prima dell’imbarco. Anche l’aeroporto di Fiumicino, a Roma, si è dotato di un’accogliente area di imbarco internazionale “E”, situata nel terminal T3: un’infrastruttura costata 390 milioni di Euro, all’avanguardia in Europa per il suo concept architettonico. L’area è improntata al “green”, grazie all’uso delle tecnologie più avanzate per la tutela dell’ambiente e al massimo impiego di... continua

Un angolo di Scandinavia nascosto nel cuore di Trastevere

Perché gli artisti nordici preferiscono Roma, la loro “Fellini Land”, come Ibsen lottò per far ammettere anche le donne al Circolo Scandinavo, i luoghi insoliti da non perdere durante un viaggio nel “Grande Nord”.

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Da più di 150 anni il Circolo Scandinavo di Roma ospita i più grandi artisti provenienti da Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia, Islanda, Isole Faroer, Groenlandia, Isole Aland, dal mondo della letteratura, dell’arte visiva, teatrale, cinematografica e della musica. Nato nel 1833 come “Collezione di libri dei danesi a Roma”, il Circolo è oggi una delle residenze più ambite per gli artisti scandinavi, attirati dalla possibilità di poter vivere a contatto con la grande arte italiana e poter trarre ispirazione dalla vita culturale della città. Tra i primi residenti non si possono non ricordare lo scrittore di favole Hans Christian Andersen (Danimarca, “La piccola fiammiferia” e “I vestiti nuovi dell’imperatore”), lo scultore danese Bertel Thorvaldsen, i drammaturghi August Strindberg (Svezia, &ld... continua

Fuocoammare: sopravvalutato e pompato politicamente. Sfocati i profughi ed escluso dagli Oscar

Espressione di un cinema che preferisce trastullarsi con la propria presunta poesia. Interessato più ad atti politici che al “cinema” e vita altrui.

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Ancora non si sa se approderà anche sulle coste californiane in cerca d’oro, ma quel che è certo è che da quando ha salpato da Lampedusa il barcone di Fuocoammare ha collezionato trofei in ogni porto in cui ha attraccato: dall’Orso di Berlino al David di Donatello, dal Felix del cinema europeo fino alla discussa scelta di fargli rappresentare l’Italia alla corsa per gli Oscar. Il documentario di Gianfranco Rosi è senza dubbio il caso cinematografico dell’anno ma probabilmente anche uno dei film più sopravvalutati dell’ultimo decennio: più importante che bello, ha il merito di prendere di petto una delle realtà più ingombranti e al tempo stesso più invisibili del nostro paese e la colpa di raccontarla nel modo più superficiale, banale ed episodico. Episodico, sì, perché in ... continua
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